TRAME, il primo incontro: tre cose in valigia e il proprio nome
Una valigia con tre cose, una frase da completare, la storia del proprio nome. Il 28 ottobre 2026 TRAME di Voci e Immagini comincia al Centro Interculturale della Città di Torino con il primo appuntamento di «Scritture plurali», in programma alle 17:00.

A cura di FACEWORK e TRAME, l’incontro è dedicato al conoscersi attraverso il disegno, la scrittura e la condivisione. La presentazione propone tre tracce per avvicinarsi al racconto di sé, lasciando a ciascuno la scelta di che cosa raccontare.
Otto incontri per cominciare a raccontarsi
«Scritture plurali» è il ciclo che apre questo tratto del percorso TRAME. La presentazione annuncia otto incontri e tante attività, con il primo appuntamento mercoledì 28 ottobre al Centro Interculturale della Città di Torino, in corso Taranto 160. Il filo delle proposte è il racconto di sé attraverso parole, immagini e confronto.
Nel materiale si presenta anche il gruppo FACEWORK: Greta Vaira, presidente della cooperativa; Filippo Braga, operatore sociale e antropologo; Alessandra Marcoccio, operatrice sociale e assistente sociale. Tre profili che introducono la cooperativa all’interno della presentazione del laboratorio.
Tre cose in valigia
«Domani parti e puoi portare con te tre cose in valigia»: la prima proposta invita a scegliere che cosa portare con sé e a raccontarlo. Disegnare e scrivere sono due modi per dare forma alla scelta, da condividere con il gruppo.
La domanda invita a immaginare una partenza e a scegliere ciò che si vorrebbe avere vicino. Il limite delle tre cose dà una forma precisa all’esercizio: occorre selezionare, attribuire importanza e trovare un modo per spiegare la propria scelta. Un oggetto disegnato o una parola scritta possono diventare l’inizio del racconto.

Oltre una sola definizione
«Io sono… e non sono soltanto…» è la seconda traccia. Una frase aperta, che lascia spazio a più aspetti della propria identità: interessi, ruoli, capacità e legami. Anche qui la sequenza è la stessa: disegnare, scrivere, condividere.
Accostare «sono» e «non sono soltanto» apre uno spazio per aggiungere qualcosa di sé. Una prima definizione può essere ampliata da un’altra parola, da un’immagine o da un aspetto della propria vita che si desidera far conoscere. La consegna lascia la frase incompleta proprio perché sia ciascuno a darle una continuazione.

Il nome come inizio di una storia
Chi ha scelto il tuo nome? Che cosa significa per te? Le domande compaiono nella presentazione in italiano, arabo, francese, russo, inglese, bengalese e urdu. Lo stesso invito attraversa lingue diverse e porta il racconto su un terreno personale, senza suggerire una risposta uguale per tutti.
Il nome è un punto di partenza diverso dalla valigia: porta l’attenzione su come ci chiamiamo e sul significato che attribuiamo a quella parola. Le due domande tengono insieme chi lo ha scelto e chi lo porta oggi. Rispondere può voler dire raccontare un ricordo, spiegare un significato oppure fermarsi a riflettere sul proprio rapporto con il nome.

Disegnare, scrivere, condividere
Queste tre parole tornano nelle consegne e danno un ritmo al laboratorio. Il disegno permette di iniziare da un’immagine; la scrittura porta a scegliere parole; la condivisione mette il racconto in relazione con il gruppo. Le tracce della presentazione possono così essere lette come un passaggio dall’espressione personale all’incontro con gli altri.
Le tre proposte mettono al centro il conoscersi: sono punti di partenza da sviluppare attraverso le voci e le scelte di chi partecipa. Disegni, parole e condivisione accompagnano questo primo passo di «Scritture plurali».
Il prossimo incontro
Il lavoro continua mercoledì 4 novembre 2026, il prossimo appuntamento indicato nella presentazione. Questo racconto si aggiunge al diario di TRAME, dalla presentazione del progetto ai suoi sviluppi.

Il materiale di questo racconto
Testo e cinque slide tratti dalla presentazione del 28 ottobre 2026, fornita da FACEWORK. Le attività sono descritte attraverso le consegne del laboratorio; le immagini riproducono le slide originali.
